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Non c'è luce senza ombra, il Maestro Franco Mescola

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Pagina pubblicata in data 18 aprile 2023
Aggiornata il 19 aprile 2023

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La stesura di questo articolo è stata una delle più lunghe e difficili che mi siano capitate.

Per me, che di professione mi occupo di comunicazione e marketing, le parole sono di fatto il mio pane quotidiano, e raramente sono un problema.

Scrivere è sempre stata un’attività naturale, spontanea. Raramente mi sono trovato in difficoltà con la "penna" in mano.

Cosa ha reso differente questo articolo da tutto ciò che ho scritto in passato?

La risposta è particolare. Per la prima volta nella mia vita mi sono trovato a voler raccontare la storia di un uomo che non è più fra noi, e che non ho mai avuto modo di conoscere.

Non è mai facile "sintetizzare" la vita di un uomo o di una donna, ed è ancora meno facile se quella persona non hai avuto il privilegio di incontrarla.

La persona di cui da tempo avevo il desiderio di scrivere è il Maestro Franco Mescola. Veneziano come me, ho avuto modo di conoscerlo attraverso la sua eredità spirituale. Un’eredità che mi ha permesso di superare un momento difficile della mia vita, e per questo motivo sento una sorta di debito di riconoscenza nei suoi confronti.

Mi sono interrogato a lungo su come raccontare la vita di quest’uomo. Per farlo mi sono fatto guidare da una lezione di letteratura del quinto anno delle superiori, che ho ben stampata nella mia memoria, dedicata ad alcune parole di Luigi Pirandello. Quelle del suo famoso "colloquio con la madre".

Il grande novellista scrive "se ella da lontano mi pensa, io sono vivo per lei, e questo mi sosteneva e mi confortava, ora che tu sei morta e non mi pensi più, io non sono più vivo per te. Tu sei e sarai per sempre la mamma mia, ma io? Io, figlio, fui e non sarò più, non sarò più..."

Il 12 gennaio del 2016 ho iniziato il mio percorso all’interno del Centro Ricerche Tai Chi fondato nel 1980 dal Maestro Franco Mescola.

Il Maestro si era spento due anni prima, nel 2014, e quindi ho avuto modo di "conoscerlo" solo attraverso i racconti di alcuni miei parenti che lo conoscevano (con il quale amavano frequentare i "bacari" e le "osterie" di Venezia), la testimonianza di sua figlia, anch’essa oggi maestra di 太极拳 tàijí quán e di 气功 qìgōng del CRT, e dei suoi allievi più vicini (anch’essi oggi maestri di 太极拳 tàijí quán, alcuni dei quali guidano la propria scuola di 太极拳 tàijí quán). Ma è soprattutto attraverso la sua eredità marziale che ho avuto modo di incontrare e conoscere il Maestro Franco Mescola, come ad esempio la 套路 tào lù che elaborò come sintesi del suo percorso di studio del 太极拳 tàijí quán, conosciuta come 旋拳 xuán quán.

Un’eredità estremamente ricca, che ha determinato profondamente il mio percorso di studio del 太极拳 tàijí quán e del 气功 qìgōng.

Meglio, però, procedere con ordine.

Nato a Venezia nel 1938, il maestro Franco Mescola iniziò a studiare arti marziali esterne tradizionali intorno al 1960 con il Maestro Luciano Padoan ed il Maestro Murakami. Fratello di pratica del maestro Bruno Demichelis, segnò il mondo veneziano del karate degli anni Settanta.

Nel 1975 fece uno degli incontri più importanti della sua storia marziale. Incontrò, infatti, il Maestro 张祖尧 zhāng zǔyáo (1918-1992), di cui divenne discepolo. L’incontro con il maestro costituì una sorta di spartiacque nella vita del Maestro Mescola. Da quel momento si distaccherà dagli stili esterni per dedicarsi "anima e corpo" allo studio del 太极拳 tàijí quán.

Il primo nucleo originario del CRT prese forma lungo gli anni Ottanta nella città di Venezia. I giardini di Sant’Elena fecero da scenario alle prime lezioni del maestro.

Nata attorno ad un’idea iniziale di ricerca, la scuola fu guidata fin da subito dall’insaziabile sete di conoscenza e di ricerca del Maestro Franco Mescola. L’identità del CRT crebbe e mutò "strada facendo", al passo con l’evoluzione interiore compiuta dal suo fondatore.

Il CRT è il risultato del percorso di studio e di crescita del Maestro Franco Mescola, che per comprendere a fondo l’essenza del 太极拳 tàijí quán iniziò a compiere diversi viaggi in Cina.

Oggi siamo abituati a prendere in mano il nostro smartphone e a compiere una semplice ricerca grazie a Google.

Riusciamo ad accedere a un’enorme quantità di informazioni in pochi secondi. Prima di internet, la conoscenza richiedeva tempo, impegno e soprattutto sacrificio. Le conoscenze dovevano essere "sudate". Per acquisire certe conoscenze era necessario viaggiare, incontrare persone, confrontarsi e compiere lunghe ricerche.

Il maestro si recò in Cina, e lì dovette cercare con grande fatica maestri disposti a trasmettere le proprie conoscenze.

Era una persona irrequieta, estremamente curiosa. Con lui poteva capitare di parlare di letteratura inglese, di come erano stati costruiti gli acquedotti romani, o disquisire di filosofia della Grecia Antica. Non aveva un percorso accademico alle spalle, ma nonostante questo il suo bagaglio culturale era enorme.

Gli aneddoti su di lui sono molti. Uno di questi riguarda l’incontro con un altro maestro di arti marziali. Il maestro, nel presentarsi al Maestro Franco Mescola, gli consegnò un biglietto da visita piuttosto "lungo", che riportava i tanti titoli accumulati durante la propria carriera.

Il Maestro Franco Mescola in risposta a questa presentazione, rispose consegnando un bigliettino di carta con scritta a mano la parola "ignorante". Un gesto esemplificativo della peculiarità caratteriale del maestro.

Una delle sue più grandi doti era la sua capacità di sintesi. Aveva il dono di arrivare all’essenza delle cose, come testimoniato da molti suoi allievi.

A lui, infatti, non interessava la forma esteriore dell’arte marziale e più in generale delle cose, ma interessava cercare l’espressione del sentimento delle cose, e in particolare dell’arte marziale. Il 太极拳 tàijí quán era la risposta a questa sua esigenza.

Il 太极拳 tàijí quán offriva, ed offre, dei principi da seguire piuttosto che delle regole rigide (come, ad esempio, avviene nelle discipline esterne).

La caratteristica che contraddistingue il 太极拳 tàijí quán, è proprio l’assenza di "regole rigide", di "schemi prefissati", offrendo una grande libertà espressiva.

Franco Mescola era una persona straordinaria, tanto da un punto di vista "positivo" che da un punto di vista "negativo", ed è in questa dicotomia che si insinuano lo studio e la pratica del 太极拳 tàijí quán.

In età giovanile il maestro era caratterizzato da un carattere irruento, forte, un carattere da "guerriero", che lo portava a non tirarsi indietro in caso di un confronto "fisico". Lo studio e la pratica del 太极拳 tàijí quán si rivelano una sorta di linea d’ombra conradiana. La continua ricerca che spingeva il Maestro Franco Mescola alla ricerca dell’essenza delle cose, in particolare dell’essenza del 太极拳 tàijí quán, lo portò a cambiare, ad abbandonare l’irruenza per entrare in uno stato di "tranquillità". Un percorso di trasformazione non indolore per le persone a lui più vicine.

Il maestro aveva bisogno di incanalare la sua irrequietezza, la sua irruenza, le sue energie. Il 太极拳 tàijí quán gli permise di farlo.

In eredità ci ha lasciato una grande quantità di scritti. Una delle sue prime riflessioni che lessi fu per me illuminante.

Sintetizzo: le arti marziali offrono alle persone una grande occasione. Quella di conoscere e scoprire il proprio lato violento. Tutti noi abbiamo un lato violento. Se lo impariamo a conoscere, nel momento in cui questo emerge, siamo in grado di capirlo e di comportarci di conseguenza per impedire che trovi sfogo.

Ho iniziato a praticare Kick Boxing intorno ai 20 anni. Ho sempre avuto un carattere irruento, pronto ad accendersi alla minima scusa, in particolare quando ero adolescente. Con il passare degli anni lasciai la Kick Boxing, perché andava a nutrire eccessivamente la mia voglia di "confronto fisico" con il mio prossimo.

Me ne resi conto grazie al fatto che ero un arbitro della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro). Ho iniziato ad arbitrare all’età di 14 anni, e mi resi conto che la pratica di uno sport da combattimento mi portava ad essere sempre più insofferente agli "insulti" e ad essere sempre più propenso a scontrarmi con giocatori e tifosi.

Mi riconobbi appieno nelle parole del maestro, e compresi che il 太极拳 tàijí quán poteva essere quel "qualcosa" che mi avrebbe permesso di trovare quella calma e quella concentrazione che tanto ricercavo.

La ricerca dell’essenza delle cose del Maestro Franco Mescola si è concretizzata in un enorme patrimonio. Un’eredità che ho avuto modo di vivere e sperimentare. Riflessioni scritte, disegni e non solo. Dopo i primi mesi di studio compiuti con il CRT, ho avuto modo di partecipare ad un ciclo di lezioni dedicate proprio alla forma da lui concepita, la 套路 tào lù chiamata 旋拳 xuán quán.

La 旋拳 xuán quán nasce dalla ricerca di sintesi che il Maestro Franco Mescola stava compiendo su diversi stili di 太极拳 tàijí quán. Il maestro colse l’importanza dello studio del 缠丝劲 chán sī jìn, presente in tutti gli stili di 太极拳 tàijí quán, ma che caratterizza in modo preponderante dello stile di 太极拳 tàijí quán della famiglia Chén (è stato proprio lo studio di questa 套路 tào lù che mi ha portato poi a studiare e praticare il 太极拳 tàijí quán della famiglia Chén proposto dal Maestro Francesco Tollin).

Ma la 旋拳 xuán quán non è l’unica eredità lasciata dal maestro Mescola.

La sua ricerca ha dato vita al metodo Biospirali®, un particolare metodo che unisce le conoscenze acquisite dallo studio del 太极拳 tàijí quán e del 气功 qìgōng. Un metodo nato da alcune sue intuizioni. Intuizioni confermate da recenti scoperte compiute dalla scienza medica.

Il suo enorme testamento spirituale e "culturale" è di fatto sintetizzato dai uno dei suoi disegni più famosi, l’Uomo Albero, il quale rappresenta quell’opportunità di libertà che il 太极拳 tàijí quán è stato per il Maestro Franco Mescola.

Oggi gli allievi a lui più vicini, come la Maestra Aiko Mescola, il Maestro Marco Panfilo, il Maestro Mario Antoldi, il Maestro Enzo Simeoni, il Maestro Pierluigi Reveanne (sono solo alcuni dei maestri nati grazie all’opera del Maestro Franco Mescola) continuano a trasmettere gli insegnamenti del maestro, ai quali uniscono la loro personale ricerca di studio, perché il 太极拳 tàijí quán è questo. Una grande opportunità di libertà di esprimere sé stessi.

Nell’ambiente delle arti marziali si dice che quando l’allievo è pronto il maestro si manifesta.

Io non so se in quel gennaio del 2016 ero pronto. So solo che se avessi intrapreso il mio percorso di studio del 太极拳 tàijí quán e del 气功 qìgōng in un’altra scuola, forse (non lo saprò mai) avrei lasciato perdere in breve tempo la pratica.

Pratica la tua conoscenza.
實履真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

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BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica ed insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita ad una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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一口氣。一套太極拳。一個世界。
Yī kǒuqì. Yī tào tàijí quán. Yīgè shìjiè.

—— 龍小五

Un solo respiro. Una sola sequenza di Taiji. Un solo mondo.
—— 龍小五

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