Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
 

Ishmael di Daniel Quinn

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 9 settembre 2026
Aggiornata il 10 settembre 2026

Libro Ishmael - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

Il romanzo Ishmael di Daniel Quinn sviluppa una penetrante e sistematica decostruzione della civiltà industriale moderna che può trovare straordinarie risonanze nel corpus dei testi del canone daoista (道藏dàozàng).

Attraverso la narrazione, Quinn introduce la distinzione tra due tipologie di culture: i Prenditori e i Lasciatori.

I Prenditori rappresentano la civiltà occidentale e industriale, nata con la rivoluzione agricola circa diecimila anni fa, la cui premessa di fondo è che la Terra sia stata creata a uso e consumo dell'uomo. Questa visione antropocentrica si basa su una narrazione culturale potente ma distruttiva, secondo cui l'umanità avrebbe il diritto e il dovere di conquistare e dominare la natura, gestendo le risorse planetarie come se non vi fossero limiti e senza curarsi dell'equilibrio biologico generale.

I Lasciatori, al contrario, identificano le popolazioni indigene e i cacciatori-raccoglitori che hanno popolato il pianeta per centinaia di migliaia di anni, vivendo in armonia con le leggi della Natura e accettando di essere una fra le tante specie che condividono l'ecosistema.

L'autore, attraverso le parole del protagonista - Ishmael -, presenta un ragionamento che cerca di mettere in discussione la convinzione comune che la storia dell'uomo moderno rappresenti l'apice inevitabile dell'evoluzione umana.

Ishmael cerca di dimostrare al suo allievo come la storia narrata dai Prenditori sia in realtà un mito consolatorio per giustificare un sistema sociale ed economico che produce distruzione ambientale, sovrappopolazione e profondo disagio esistenziale.

Una delle tesi più audaci di Quinn riguarda il concetto di cibo e popolazione: la civiltà dei Prenditori espande costantemente la produzione alimentare per sostenere una popolazione in crescita, ma questa dinamica genera un circolo vizioso in cui l'aumento delle risorse produce inevitabilmente ulteriori incrementi demografici, spezzando i meccanismi di autoregolazione della natura.

La narrazione prende vita da un momento d'innesco davvero particolare: un annuncio su un giornale in cui un maestro cerca un allievo o un'allieva con il sincero desiderio di salvare il mondo.

Questo incipit manifesta un bisogno profondo e intramontabile dell'animo umano, ovvero la ricerca di una guida, di un mentore capace di risvegliare la coscienza e di mostrare una via di liberazione dai condizionamenti culturali.

Non solo l'incipit presenta un ribaltamento del rapporto maestro-discente con un annuncio in cui un maestro cerca un allievo o un'allieva. Ma il maestro stesso risulta essere un vero e proprio salto di paradigma per il lettore o per la lettrice: il maestro è un gorilla capace di parlare.

Nel dialogo filosofico tra il gorilla Ishmael e il suo studente, il rapporto tra maestro e discente si configura come un classico percorso di riallineamento cosmico, la cui struttura concettuale ricalca con precisione la pedagogia e la metafisica della tradizione daoista.

Nei testi del canone, la figura del maestro ( shī) non è mai quella di un indottrinatore o di un'autorità dogmatica, bensì quella di un facilitatore che aiuta il discente a disimparare le false certezze accumulate dalla società.

Nel 道德經 dàodéjīng si ricorda infatti che la ricerca del sapere convenzionale accresce ogni giorno le nozioni, mentre la ricerca del Dao richiede di sottrarre ogni giorno le illusioni, fino a giungere allo stato di non-azione 無為 wúwéi.

Il maestro Ishmael agisce esattamente in questo modo: attraverso un metodo maieutico, spoglia l'allievo dai miti fondativi della cultura dei Prenditori, la civiltà agricola e industriale che agisce guidata dal presupposto che il mondo sia stato creato ad uso e consumo dell'umanità e che la natura debba essere dominata.

Questo atteggiamento dei Prenditori coincide perfettamente con ciò che i testi del canone daoista definiscono come l'errore dell'azione artificiosa ( wéi) guidata dal desiderio egoico e dalla presunzione.

Nel capitolo ventinove del Daodejing si ammonisce espressamente che chi cerca di conquistare il mondo e di modellarlo secondo la propria volontà è destinato a fallire e a distruggerlo, poiché l'universo è un vaso spirituale che non può essere forzato.

La prospettiva dei Lasciatori, che Ishmael illustra al discente, incarna invece il concetto dello 自然 zìrán, la spontaneità naturale. Questo concetto trova il suo sviluppo più radicale nello 莊子 zhuāngzǐ, in particolare nei capitoli dedicati all'equiparazione ontologica di tutti gli esseri 齊物論 qíwùlùn, dove si insegna che la natura non privilegia l'essere umano rispetto alle altre creature.

La necessità dell'allievo di cercare un mentore riflette l'incapacità dell'individuo isolato di scorgere le sbarre della propria prigione concettuale. Come descritto nei testi dell'alchimia interiore (内丹nèidān) e nelle parabole del 列子 lièzǐ, la mente umana è spesso offuscata dalle categorizzazioni e dalle convinzioni sociali (concetti oggi indagati dalla psicologia e noti come bias cognitivi).

Per spezzare questo incantesimo è indispensabile l'incontro con un maestro che si trovi al di fuori del sistema di pensiero dominante. Ishmael, essendo un gorilla e dunque un essere estraneo alla cultura dei Prenditori, può incarnare la figura del saggio daoista che vive ai margini della società, libero da pregiudizi antropocentrici e capace di indicare il ritorno alla semplicità originaria ( ).

L'analisi svolta nel libro sulla logica accumulativa dei Prenditori e sul circolo vizioso tra produzione alimentare e sovrappopolazione trova ulteriori riscontri nei testi conservati nel Daozang, come il 太平經 tàipíngjīng, il Libro della Grande Pace. In questa grande opera, si avverte che lo sfruttamento intensivo della terra e la rottura degli equilibri naturali provocano il 承負 chéngfù, un'eredità di colpa e squilibrio che si ripercuote catastroficamente sulle generazioni successive.

La rilettura che il romanzo propone dei primi capitoli della Genesi e della lotta tra Caino e Abele simboleggia l'abbandono di questo equilibrio: Caino l'agricoltore rappresenta la nascita del pensiero dualistico e discriminante, individuato nello Zhuangzi come la radice di ogni conflitto.

In ultima analisi, il viaggio formativo del discente accanto a Ishmael dimostra che la vera trasformazione culturale non può avvenire in solitudine o attraverso l'accumulo di semplici informazioni, ma richiede una relazione viva con un mentore capace di guidare verso un cambio di prospettiva.

La conclusione del romanzo non propone un ritorno a un lontano passato, ma invita a un radicale salto di paradigma. Questo messaggio concorda appieno con l'insegnamento fondamentale della filosofia daoista: la salvezza dell'uomo e del pianeta non risiede nell'invenzione di nuove tecnologie di controllo, bensì nella capacità di ascoltare le guide illuminate, ritirarsi dall'arroganza del dominio e riallinearsi consapevolmente con le leggi eterne e impersonali che regolano la vita del cosmo.

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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